Il Castelletto: l’extravergine parla bergamasco

Nonostante quando si pensa all’olio d’oliva, la nostra mente è automaticamente trasportata verso il centro-sud della Penisola – come documentato nella mia rubrica Kilometro Zero sul numero di marzo di Orobie - la Lombardia è ricca di oli DOP e il suo territorio si presta perfettamente a questo tipo di coltura.

I colli bergamaschi, e nella fattispecie quelli di Scanzorosciate, sono noti a più appassionati ed esigenti calici, per l’omonimo vino passito, un nettare unico – sia per le sue uve che per il suo terreno, che da ormai diversi anni ha conquistato fiducia e papille dei più severi esperti e sommelier in Italia e all’estero.
Ciò che non tutti sanno, invece, è che sugli stessi colli – quelli che nel 2014 mi hanno conquistata e mi hanno portata qui a vivere con la mia famiglia – vi è una tenuta settecentesca che da avamposto militare di epoca medioevale si è trasformato in una tenuta padronale in cui, a partire dal ‘700, la famiglia Ginami si è insediata trasformandola in un feudo residenziale con annessi i terreni coltivati a vitigno.

Col trascorrere dei secoli, di generazione in generazione, quei terreni hanno poco per volta lasciato il posto all’olivicoltura, inizialmente per una produzione casalinga, successivamente – man mano che i terreni crescevano sino a raggiungere i ventidue ettari attuali – per la realizzazione di quello che oggi è riconosciuto dalle maggiori Guide di settore come uno tra i più pregiati extravergini della bergamasca.
Così, dal 1950 la Famiglia Lussana coltiva e produce con passione i suoi oli extravergini nei due ettari di terra adibiti alla coltura dell’Azienda Agricola Il Castelletto.

Oltre venti varietà di olive coltivate e frante nella stessa Azienda: questo perché, dal 2005, dopo la ristrutturazione di quelle che un tempo erano le scuderie, il Castelletto ospita il primo e unico frantoio di tutta la provincia di Bergamo. Così, oltre a essere il solo riferimento di tutti gli olivicoltori bergamaschi, l’Azienda Agricola il Castelletto ha la peculiarità e il vantaggio di poter molire i propri frutti lo stesso giorno della raccolta, assicurando e garantendo un olio extravergine sinceramente fresco e di assoluta qualità.

Il risultato sono tre varietà di extravergine davvero impedibili e capaci di soddisfare ogni gusto e palato:
l’Alarico DOP – chiamato così in onore dello’omonimo Re dei Visigoti che la leggenda vuole avesse posto proprio qui il suo avamposto militare per dirigere il proprio assedio su Bergamo – è un extravergine che lascia emergere al palato una dolce freschezza connotata da sentori fruttati e mandorlati, chiudendo con una nota piccante che rapidamente scompare, lasciando la bocca pulita.
Lo Sbresa – che prende il nome dall’omonima oliva autoctona del Sebino – è il monovarietale dalle note più morbide e dall’acidità bassissima, che dal 2012 compare ufficialmente nella Vetrina degli Oli Monovarietali Italiani.
Il Ginami – il cui nome richiama i primi capostipiti della famiglia Lussana, è un extravergine realizzato con tutte le ventidue varietà di olive – che ovviamente si raccolgono nel medesimo periodo – dal gusto dolce e delicato.

Pietro e Olga, insieme ai figli Lorenzo, Elena e Manuela seguono meticolosamente tutte le fasi, intensificando l’attività in primavera con la potatura e i trattamenti sanitari. A fine maggio inizia la vera e propria fioritura che porta alla raccolta nei mesi di ottobre e la successiva e immediata frangitura.
Pietro Umberto Lussana detto il Berto racconta di come la sua famiglia si sia tramandata con passione l’arte di coltivare la terra, la profonda conoscenza del territorio, l’amore e la professionalità nella cura dei dettagli che fanno dei prodotti dell’Azienda Agricola Il Castelletto, un olio di rara qualità e gusto. Chiacchierando, mi rendo conto di quanto sia profonda la sua preparazione sul tema degli extravergini: mi racconta che, nonostante il 50% della produzione europea sia di provenienza spagnola, l’Italia resta il principale e incontestato rappresentante dell’eccellenza di settore: non  è un caso se le grandi società spagnole hanno mano a mano acquistato i principali marchi di grande distribuzione italiana, per sfruttarne il brand, vendendo però il proprio prodotto. E i recenti scandali legati al mondo dell’extravergine dovrebbero convincerci una volta per tutte che se esiste un prodotto che più di altri non dovrebbe mai essere acquistato nella GDO è proprio l’olio extravergine di oliva!
Mi racconta anche di quanto la Lombardia, oltre che produttrice di ottimi extravergini, sia anche la più attenta e appassionata consumatrice di olio DOP prodotto in Italia: che si traduce in un consumo più consapevole e attento per la nostra regione.

La volontà di far arrivare la propria filosofia e la conoscenza del proprio prodotto è forte e si traduce nell’organizzazione di eventi, corsi di degustazione dell’olio e soprattutto con la giornata de “La Fettunta”, appuntamento dedicato al pubblico, che si tiene ogni 8 dicembre in Azienda Agricola Il Castelletto.

Reportage: photo credits © Lucio Elio

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Stefania Buscaglia

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Foodwriter libera professionista, scrive di eccellenza gastronomica italiana tra web e carta stampata. Collabora con il mensile Orobie curando la rubrica "KilometroZero" ed è autrice delle interviste di "Chef, Templi del Gusto, Ricette Divine" per il magazine di cucina Lorenzo Vinci. Collabora con la rivista Scifondo ed è testimonial per Fackelmann Italia con le sue "ricette passo passo".

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