Decalogo del Ristorante Perfetto (secondo Mangiare da Dio) II° Round

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Ed eccoci giunti al secondo capitolo con Il Decalogo del Ristorante Perfetto secondo Mangiare da Dio, l’appuntamento che probabilmente mi sta creando tanti nemici ma anche tanta – E DICO TANTA!!! – stima e solidarietà!

Col Primo Capitolo, c’eravamo lasciati parlando di portate anni ’80, grissini confezionati sul tavolo e menù che parevano la Divina Commedia.
Oggi riprendiamo con altri dieci favolosi punti che trovo davvero insopportabili ma che, ammettiamolo, sono facilmente rimediabili, qualora si scelga di offrire un’esperienza positiva al malcapitato che vi pagherà il conto.

decalogo ristorante perfetto 21) SFATIAMO I LUOGHI COMUNI: Quante volte abbiamo sentito dire: “Se ci mangiano i camionisti, significa che si
mangia bene”
o “Se il locale è mezzo vuoto, allora si mangia male”?!? Visto che siamo nel 2016 e possiamo toglierci le fette di salame dagli occhi, possiamo ormai tranquillamente affermare che ai camionisti non importa un gran che di qualità ed equilibrio dei sapore e che “tanto” non significa “buono o giusto”. Quindi, con tutto il rispetto per camionisti e muratori, eleviamoci!

2) PRENOTAZIONE TELEFONICA: L’accoglienza telefonica è il primo contatto che il ristorante instaura con il cliente. Se chiama un cliente abituale, evitate di chiedergli il numero di telefono per la trecentesima volta!

3) MESSAGGIO TELEFONICO / CASELLA VOCALE: E’ per lo più vero che le telefonate dei clienti sono relative alla prenotazione per il giorno stesso. Ma non sempre! Dunque, se il ristorante è al completo, staccare il telefono è una pratica ignorante e strafottente. Implementate il servizio con una segreteria in cui vi scusate per il mancato riscontro e in cui raccoglierete le prenotazioni per i giorni successivi. L’attenzione al cliente è doverosa e fondamentale.

4) INQUINAMENTO ACUSTICO: I campanelli, i cicalini e gli allarmi della cucina devono essere un richiamo unicamente per i camerieri in sala e non devono essere uditi e sopportati anche dall’ospite al tavolo.

5) RAPIDITÀ DEL SERVIZIO: Se dopo cinque minuti che siete al tavolo non vi hanno ancora consegnato i menù e chiesto come desiderate l’acqua e se dopo altri dieci non sono passati a prendere l’ordine, state certi che le attese non potranno che peggiorare nel corso della serata. E ovviamente, non sarete in quel genere di ristorante in cui vi coccoleranno durante le pause con stuzzichi o intramezzi di cortesia.

6) CARTA DEI VINI: E’ inutile tenere in carta ottocento etichette se a ogni richiesta, la bottiglia in oggetto è esaurita o se non si conoscono almeno le principali caratteristiche delle singole bottiglie. Non è obbligatorio e a volte, Less is More!

decalogo ristorante perfetto 2

7) PIATTI COMMESTIBILI: Nella cucina contemporanea, tutto ciò che è nel piatto deve essere commestibile. Evitate dunque di proporre gusci di molluschi, carapaci di scampi o gamberi o fette di limone da spremere: quelli non si mangiano! (ci scusiamo per le immagini forti).

8) MENU’ DEGUSTAZIONE: Sì al Menù Degustazione – secondo stagione e disponibilità – in alternativa alla carta, NO secco al Menù Fisso. Soprattutto… perché a Natale, Pasqua o Ferragosto si deve imporre al cliente le proprie scelte facendolo per lo più mangiare tanto e male?!?

9) TAVOLI E SEDIE: non importa lo stile, non importa il materiale, non importa il tovagliame. Ma fate sì che non ballino, per piacere!!!

10) E l’ultimo punto, lo lascio a voi…

 

 

 

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Stefania Buscaglia

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Foodwriter libera professionista, scrive di eccellenza gastronomica italiana tra web e carta stampata. Collabora con il mensile Orobie curando la rubrica "KilometroZero" ed è autrice delle interviste di "Chef, Templi del Gusto, Ricette Divine" per il magazine di cucina Lorenzo Vinci. Collabora con la rivista Scifondo ed è testimonial per Fackelmann Italia con le sue "ricette passo passo".

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