Edoardo Fumagalli: la giovane promessa dell’eccellenza gourmet

A Pellio d’Intelvi si trova un ristorante nelle cui cucine pensa, sperimenta, osa un giovane Chef, classe ’89, che risponde al nome di Edoardo Rino Fumagalli.
La sua è una proposta genuina, sincera, semplice e sorprendente. Assolutamente da provare per chi è alla ricerca di una cucina dalla forte personalità e capace di trasformare alimenti semplici e tendenzialmente snobbati dai grandi Chef, in risultati inaspettati e sorprendenti.
Chef Edoardo ha gli occhi puri di un ragazzo giovane e fresco che raccontano con entusiasmo di una storia iniziata più di dieci anni fa.
Così, ho voluto scambiare due chiacchiere con quello che – con buone probabilità – sarà uno dei nomi da tenere d’occhio nel panorama della ristorazione gourmet.

DOMANDA: La sua cucina ha dei tratti personalissimi e riconoscibili al primo assaggio. Riesce a individuare di ciascuna esperienza tra Italia, Parigi, Regno Unito, States, qualcosa che abbia particolarmente contribuito a forgiare l’Edoardo di oggi e i suoi piatti?

RISPOSTA: Lo studio e la conoscenza delle diverse culture è fondamentale. Conoscere le materie prime e i diversi modi di trattarle, altrettanto. Tutte le mie esperienze sono state molto positive, sia a livello professionale che a livello personale.
I viaggi all’estero sono molto importanti per apprendere la giusta dose di differenti tecniche e l’utilizzo di nuovi prodotti. Senza ovviamente dimenticare il legame con quelli di casa nostra. Quella di Parigi è sicuramente stata l’esperienza più formativa ed influente. Disciplina, rigore e tanta professionalità.

DOMANDA: A ventisei anni molti giovani non hanno ancora ben chiaro cosa faranno della loro vita. Lei invece tiene ben stretta una stella Michelin e un Cappello de L’espresso, portandosi dietro un bagaglio che rievoca grandi nomi di protagonisti della ristorazione e locali storici. Esiste un modello che Edoardo sente più prossimo alla sua filosofia in cucina?

RISPOSTA: Dovessi ispirarmi ad un modello in cucina, quello sarebbe lo Chef Alain Solivérès. Chef del ristorante Taillevent di Parigi, dove appunto ho trascorso i miei quasi tre anni della dell’esperianza francese. Grande Chef dalla professionalità ferrata, ha la capacità di trasmettere alla sua brigata (senza troppe parole) valori veri. Persona umile e senza ego, qualità sempre più rare nell’universo della ristorazione gourmet.

DOMANDA: Uno tra i suoi maestri con il nome più altisonante – Gualtiero Marchesi – sostiene che la cosa più difficile da realizzare in cucina sia la semplicità. A lei riesce benissimo: una semplicità che ha il gusto dell’eccellenza. Come nasce un piatto di Chef Fumagalli?

RISPOSTA: Nasce dal rispetto degli ingredienti. Si parla tanto di creatività, io non mi sento di “creare” nessun piatto, senza prima conoscere al meglio la materia prima. Come valorizzarla e accostarla ad altri ingredienti avviene solo dopo aver realmente capito le potenzialitá del prodotto. La semplicità rimane la linea guida nella nascità dei piatti. In breve: pochi ingredienti e ben accostati.

Personalità, idee chiare e tanta umiltà. Doti sempre più rare ma che in Edoardo si sintetizzano alla perfezione e che vi invito a scoprire personalmente, attraverso la sua caratteristica e distintiva impronta in cucina, che potrete assaggiare risalendo le valli lombarde e arrivando sino a La locanda del Notaio.

Reportage: photo credits © Lucio Elio

 

 

Condividi
Stefania Buscaglia

298 Post scritti

Foodwriter libera professionista, scrive di eccellenza gastronomica italiana tra web e carta stampata. Collabora con il mensile Orobie curando la rubrica "KilometroZero" ed è autrice delle interviste di "Chef, Templi del Gusto, Ricette Divine" per il magazine di cucina Lorenzo Vinci. Collabora con la rivista Scifondo ed è testimonial per Fackelmann Italia con le sue "ricette passo passo".

Potrebbe interessarti anche...