Nadia Santini: la Donna, la Chef che il mondo ci invidia

39 anni è un’età bellissima. Perché ha in sé il potere di quella triplice decina, che per una Donna significa pace, raziocinio, consapevolezza, concretizzazione – e il fascino di quel “9”, un numero magico capace di rielaborare un decennio, chiudere una fase e di farti assaporare quegli ultimi momenti con lucidità e coscienza.
E’ vero. La trentanovenne si porta anche i segni degli anni ma una volta Anna Magnani disse “ Lasciatemi tutte le rughe , non me ne togliete nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele venire “…

Vista l’importanza dell’avvenimento, per i miei trentanove anni, mio marito ha scelto un posto speciale dove festeggiare. Mi ha portata Dal Pescatore, ristorante tre stelle Michelin gestito da quasi un secolo dalla famiglia Santini, dove ho potuto conoscere un’altra donna. Una Donna davvero speciale che risponde al nome di Nadia Santini, nota in tutto il mondo per aver conquistato nel 2013 il titolo di Miglior Chef Donna al mondo, aggiudicandosi il Veuve Clicquot World’s Best Female Chef e vanto tutto italiano nel panorama gastronomico mondiale.

Dopo aver gustato avidamente la cucina di Nadia, ho avuto modo di scambiare due parole con lei. Subito sono stata conquistata da quegli occhi pieni di dolcezza e passione di una donna dall’apparenza fragile e minuta ma che – nel mio immaginario – è sempre stata una delle più “toste” del panorama gastronomico nostrano:

DOMANDA: In un momento storico in cui gli Chef uomini sembrano rubare la scena mediatica alle donne che svolgono lo stesso mestiere, che peso e che responsabilità ci si sente addosso nel rappresentare una delle figure gastronomiche più importanti a livello mondiale?

RISPOSTA: Non ci penso mai! O quantomeno non gli do importanza. Per me la cosa importante è l’opportunità che il mio lavoro mi da di entrare in contatto ogni giorno con persone diverse. Di ospitarle con la mia famiglia e di farle sentire a proprio agio. “Dare” per me è la cosa più importante, perché “donare” è l’essenza della vita stessa. E “dare” significa anche ricevere: è questo il vero successo! Quando hai la consapevolezza di aver lasciato un buon ricordo o un’esperienza importante a qualcuno che ti ha dato fiducia, senti di aver svolto perfettamente la tua missione. Questo è il vero riconoscimento.   

DOMANDA: La sua è una cucina speciale, poiché in equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione. Potremmo anzi dire che Nadia Santini sia una “sovversiva”, una “rivoluzionaria”, poiché propone con eleganza piatti reali e riconoscibili, senza lasciarsi offuscare da false tendenze e trucchi superficiali. Quanto pesano arte e cultura nel suo approccio “intelligente” al cibo?

RISPOSTA: “Sapere” e “Sapore” sono due parole con un assonanza fortissima ma anche con un senso comune: viviamo un eterno Umanesimo che porta al centro di tutto il nostro sentire. La mia cucina è come la vita: un infinito intreccio di antiche  strade che incrociano nuovi e inaspettati sentieri. Sono tante le variabili che ci riportano a una cucina di cultura e carattere, una cucina capace di stimolare i cinque sensi senza ricorrere agli eccessi e favorendo la leggerezza. Poiché il valore di un cibo sta nella sua autenticità e nel desiderio crescente di qualcosa che procura un aumento del piacere a ogni assaggio.

DOMANDA: La famiglia Santini è tra le più prestigiose e appassionate nel mondo della ristorazione mondiale. Quanto può favorire il successo lavorare con i propri cari?

RISPOSTA: E’ fondamentale. Si ha la fortuna di passare e ricevere un testimone che non viene mai gettato o perso. L’avventura non ha mai fine e l’intesa è fortissima. Ciascuno di noi porta la propria conoscenza per una crescita che continua nel tempo e che non può perdere il sapore della tradizione. Nonna Bruna ogni mattina prepara il brodo e si occupa delle verdure del nostro orto; Giovanni, mio figlio, venendo da una formazione scientifica alimentare, ha contribuito a modificare e ad alleggerire alcune ricette, con particolare riguardo alla salute dei nostri ospiti; mio marito Antonio e mio figlio Alberto traducono alla perfezione la nostra filosofia in sala e nel contatto diretto con i nostri ospiti. Il dialogo è facile e naturale, esattamente come lo è con i nostri collaboratori e con i nostri fornitori di fiducia, con cui abbiamo un rapporto quasi trentennale.

Alla fine della nostra chiacchierata Nadia mi confida di quanto per lei la cucina sia condivisione e amore. Dell’esperienza fantastica che sia cucinare e dare vita a qualcosa insieme.
Le ho chiesto se prima o poi potrò entrare con lei in cucina, mettere le mani in pasta, e magari scoprire come prendono vita i suoi celeberrimi Tortelli di zucca. Ha accettato.
Quindi, rimanete sintonizzati. E nel frattempo, non perdete l’occasione per scoprire la magia del ristorante Dal Pescatore.

Reportage: photo credits © Lucio Elio

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Stefania Buscaglia

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Foodwriter libera professionista, scrive di eccellenza gastronomica italiana tra web e carta stampata. Collabora con il mensile Orobie curando la rubrica "KilometroZero" ed è autrice delle interviste di "Chef, Templi del Gusto, Ricette Divine" per il magazine di cucina Lorenzo Vinci. Collabora con la rivista Scifondo ed è testimonial per Fackelmann Italia con le sue "ricette passo passo".

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