Decalogo del Natale che non vorrei mai!

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Il Natale è un’occasione per ritrovarsi e riscoprire un rapporto con le persone amate e con il buon cibo. E’ un momento in cui rinnovare il piacere della condivisione e della tradizione – quella più classica – in cui ci si ritrova a cucinare insieme e poi a godere di sapori e cibarie che probabilmente, il resto dell’anno difficilmente si riescono a gustare.
Quantomeno per me.

Per molti, invece, il Natale resta ancora un’occasione per cui farcirsi senza ragione di mappazzoni o paciacchi (cit. Bruno Barbieri) confusi e di cacate precotte. E per chi crede che i vol-au-vent al salmone siano solo un retaggio degli anni ’80, vi giuro… non è così!!! Quindi, stendendo un velo pietoso su genialate del nuovo millennio come “il panettone vegano”, ecco qui la mia personalissima Top Ten dei piatti di Natale che mi fanno accapponare la pelle:

10. IL PANETTONE GASTRONOMICO: Accozzaglia assoluta di strati e di sapori indistinti, è il modo più semplice di riempirsi la panza a inizio pasto. Per poi non gustare tutto ciò che ne seguirà.

9. LA FRUTTA ESOTICA: Negli anni ’80 era di uso comune concludere il pasto con lychees, frutto della passione e frutti dall’aspetto improbabile di cui non  si conosceva né sapore né provenienza. Ma era fico, e guai a non averli in tavola! Niente… volevo dirvi che se entrate all’Esselunga in questo periodo, ci sono più lychees che cristiani!

8. LE TORTE SALATE: facciamo un distinguo! Ci sono torte salate e ci sono porcate: srotolare una pasta sfoglia già pronta, bucherellarla e svaccarci dentro gli avanzi del frigo, non è cucinare. E’ commettere una violazione del buon gusto!

7. LE TARTINE CON CAVIALE FINTO E GELATINA: “Non esistono più”, direte voi! E allora perché sono uno di quegli articoli immancabili nei banchi delle gastronomie e dei supermercati?!?

6. IL PATE’ DEL SALUMIERE: quello avvolto nella gelatina acida; presente?! Ecco… esiste ancora!!!

5. L’INSALATA RUSSA CON MAIONESE DEL BARATTOLO: e fatela sta maionese, che non ci vole nulla!!!

4. I VOL AU VENT: Quando credi che il peggio sia passato… NO!!! scopri che nella grande distribuzione vendono ancora già pronti e già rancidi… da farcire nel peggiore dei modi, secondo estro e (cattivo) gusto del mappazzonaro di tuno.

3. L’ALBERELLO DI SFOGLIA: Dolce o salato, ecco l’angoscia perenne che le mappazzonare cominciano a pubblicare e a condividere dal mese di settembre. Il trionfo del precotto realizzato – neanche a dirlo – con paste sfoglie già pronte e cariche di margarina.

2. IL PANDORO AFFETTATO A STELLA: trionfo del kitchs assoluto, ecco qualcosa che merita la reintroduzione della tortura!

1. LA CREMA AL MASCARPONE: Vincitrice assoluta colei che spesso si trova a chiudere pranzi o cene già importanti di loro… ‘na robetta leggera, light… che risulterebbe pesante persino lontano dai pasti: la crema al mascarpone!!! Servita su pandori o panettoni più o meno buoni: chi se ne frega!!! Tanto, sfido chiunque a capire cosa ci sia sotto quelle cucchiaiate rovesciate senza se e senza ma!

Un consiglio al volo?!?
Evitate quattrocento antipasti.
Di primo, proponete una pasta ripiena preparata da voi.
E andate sul semplice con il dessert: un panettone artigianale. Semplice. Pulito.
E magari uno zabaione caldo preparato al momento da voi: con o senza panettone!

Buon Natale e buon appetito!

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Stefania Buscaglia

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Foodwriter libera professionista, scrive di eccellenza gastronomica italiana tra web e carta stampata. Collabora con il mensile Orobie curando la rubrica "KilometroZero" ed è autrice delle interviste di "Chef, Templi del Gusto, Ricette Divine" per il magazine di cucina Lorenzo Vinci. Collabora con la rivista Scifondo ed è testimonial per Fackelmann Italia con le sue "ricette passo passo".

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