N.O.I. Restaurant – Bergamo

Capita a tutti di trovare ed eleggere un ristorante di riferimento, nella propria città. Un Luogo che ti rispecchia per idee e approccio e che, attraverso il calore dei suoi sapori e di chi lo anima, ti fa sentire come a casa.
Capita a tutti. Ma non a tutti capita che il luogo in questione abbia un nome che, a prescindere da ogni cosa, sappia coinvolgerti e farti diventare parte integrante di quel progetto, capace di raccontarsi e sintetizzarsi in tre semplici lettere: N.O.I.

N.O.I. ovvero, Nuova Osteria Italiana. O la Nostra Osteria Italiana. È questo l’acronimo con cui si presenta il progetto più innovativo che una città votata alla tradizione come Bergamo, ha saputo accogliere e che, in meno di un paio d’anni è divenuto meta obbligata e favorita dai più esigenti palati gourmet della città, che nella ricerca e nel continuo cambiamento vedono la chiave di svolta di una ristorazione spesso impolverata e ripetitiva.

Un locale Pop, che vede alla regia due giovanissimi come Guido Gherardi in sala e Tommaso Spagnolo ai fuochi. Ristorante dall’approccio giovane e attento all’epoca e al contesto in cui è inserito, sia per la proposta dei piatti, sia per la spesa, con portate che oscillano tra i 6 e i 18 euro.

Tommaso Spagnolo, classe ’87 e una voglia matta di rompere con le regole. Desiderio pur sempre poggiato su basi solide e una conoscenza approfondita del mestiere, provenendo lui da pluristellate esperienze maturate negli anni precedenti in Italia e all’estero: lavorando prima in ristoranti della provincia Orobica, come Frosio e il Saraceno, poi in Toscana, a fianco della bistellata Valeria Piccini, fino a Londra, al due stelle Michelin Dinner by Heston Blumenthal, e New York, presso il tristellato e 1° ristorante migliore del mondo, Eleven Madison Park.

Uno Chef che reintroduce la vera cucina di Mercato, nel senso che la carta cambia ogni giorno “a seconda di ciò che trova e a seconda di ciò che ha voglia di mangiare”. Non vi è dunque da stupirsi nell’essenzialità del menù, sia perché proposto in un foglio word che cambia ogni giorno, sia per il numero e per la presentazione dei piatti che – “fottendosene” di regole ed etichette – dimentica schemi e consuetudini e propone le proprie idee catalogandole in Stuzzichini, Piatti Freddi e Piatti Caldi. E’ dunque questa la principale caratteristica del locale che stupisce e invoglia a tornare ancora e ancora.

E nonostante la difficoltà a ritrovare di volta in volta gli stessi piatti, come non raccontare – vista la manifesta passione al limite della lussuria di Spagnolo e Gherardi per la carne e i crudi più in generale, alcune versioni di tartare – rigorosamente battute al coltello – come il Crudo di manzo, spinacio e gorgonzola, l’orgasmico Uovo alla senape, nasturzio, crudo di manzo o il più giocoso Topinambur e tartare.

O la saporita creatività tutta vegetale di abbinamenti inaspettati come per la Crema di polenta affumicata, rafano e avocado alla griglia o la Carota al coriandolo, tzatziki e quinoa rossa, piatti che affossano banalità e preconcetti alla vota di un’esperienza unica e inaspettata.

E se di piatti caldi vogliamo parlare, imperdibili le pastasciutte, come il Bucatino, pere e taleggio o le paste ripiene realizzate in casa, come i Ravioli, broccoletti dell’Etna e acciughe di Cetara.

Un discorso a parte e menzione con lode a quello che Tommaso Spagnolo ama descrivere con Ricordo di un Ramen, piatto ovviamente ispirato alla cultura nipponica e che lo Chef ama reinterpretare di volta in volta con la disponibilità del mercato: gamberi, maialino, funghi porcini… non importa! Ciò che conta è non rinunciare mai ai sentori orientali in cui lo zenzero è elegante protagonista.

Ma è quando il gioco si fa duro e viscerale che Tommaso Spagnolo si trasforma in un super-eroe della cucina e conquista, diverte, ammalia: MidollossoLumache e patata ratta (indubbiamente le più golose dagli Appennini alle Ande – con buona pace per i francesi!), Taco di Lampredotto, FoioloLingua salmistrata funghi e crumble di polenta, Animelle burro e salvia e carciofi, Cervella di vitello e lampascioni, sono solo alcune delle proposte destinate ai palati più gourmet e agli appassionati del quinto quarto che nel N.O.I. Restaurant troveranno da questo punto in poi, una destinazione imprescindibile e irrinunciabile.

Creatività e inventiva anche guardando al mare, sia nel caso di un Polpo e peperoni, sia per i contrasti di un Dentice gibboso del Mediterraneo con Pak Choi al lime o per i richiami orientali del Tataki di ventresca di tonno con ajo blanco e gel di olive nere.

Una cucina fresca, pop e che non annoia: non annoia negli abbinamenti; non annoia negli (apparenti) folli esperimenti; non annoia, anche grazie alla possibilità di accompagnare il proprio pasto non solo con le classiche etichette proposte in carta, ma anche con degli strepitosi cocktail.

Una cucina che diverte e che convince dal primo assaggio al dessert, grazie alla leggerezza dei dolci proposti dal Pastry-chef Paolo Minguzzi che sia con il Cacao, marshmallow di castagna e zenzero che per la sua idea di Torta di mele, non delude e lascia concludere il pasto con godereccia soddisfazione.

Un’esperienza completa, anche grazie al semplice calore di un luogo che, con appena una trentina di coperti, sa accoglierti senza sovrastrutture e con una moderna eleganza, e in cui la regia della Sala è tenuta da Guido Gherardi che dialoga con disinvoltura e naturalezza con la brigata capitanata dall’amico e socio Tommaso Spagnolo.

Un luogo che mancava e di cui ormai Bergamo non può più fare a meno. Perché è impossibile non lasciarsi coinvolgere da… N.O.I. 

www.noi-restaurant.it

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Stefania Buscaglia

293 Post scritti

Foodwriter libera professionista, scrive di eccellenza gastronomica italiana tra web e carta stampata. Collabora con il mensile Orobie curando la rubrica "KilometroZero" ed è autrice delle interviste di "Chef, Templi del Gusto, Ricette Divine" per il magazine di cucina Lorenzo Vinci. Collabora con la rivista Scifondo ed è testimonial per Fackelmann Italia con le sue "ricette passo passo".

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