The Market Place – Como

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La sensazione è quella di trovarsi innanzi a un locale di concezione anglosassone e dalle atmosfere nordiche. Ma non è in questa direzione che dobbiamo spingerci per assaporare lo spirito e imbatterci nel progetto di The Market Place, il ristorante che lo Chef Davide Maci – classe 1980 – ha inaugurato nella città di Como nel 2011 e che, da allora, ha mano a mano conosciuto evoluzioni e cambiamenti, seppur non tradendo mai la filosofia e le sue origini, plasmandolo e poco per volta, formandone la personalità.

Una filosofia che, prestando fedeltà al suo nome, trae ispirazione dal “mercato” e dalla disponibilità dei migliori prodotti che, nella loro essenza e semplicità vengono rielaborati da Maci e dalla sua brigata, in piatti creativi, moderni e mai banali.

Una filosofia che si arricchisce e matura affiancando alla disponibilità del mercato, la “disponibilità dell’orto” a cui Maci si affida, innescando un progetto di sana e consapevole cooperazione con il limitrofo orto biologico di Careno, località del Lago di Como in cui The Market Place ritrova i suoi alberi da frutta, gli agrumeti, le erbe spontanee, gli ortaggi e persino le galline ruspanti utili per dare forma e vita a piatti e menù. Sì, perché è sempre dal concetto di disponibilità che ci si ritrova a ideare e creare piatti: piatti che raccontano delle contaminazioni e dell’intenso pellegrinaggio di Chef Maci all’interno delle prestigiose cucine – solo per citarne alcune –  di Enrico Derflingher, Pierre Gagnaire e Gordon Ramsay che ne contagiano la mano e contribuiscono al completamento del Maci-pensiero.

Mercato e Orto, dunque. E 28 coperti. Una storia fatta di coerenza, ma che non teme contaminazioni e talvolta contraddizioni di culture, tradizioni ed esperienze che danno forma a piatti e idee che identificano il progetto in una visione che trae energia e ispirazione dal contesto a cui appartiene – come il Lago e l’orto – ma che poi abbraccia culture di tutto il mondo in un viaggio fatto di profumi e sapori.

Alla scoperta di piatti come il Carpaccio di capesante, terrina di fois gras, spuma di rapanelli e ciliege fermentate che – per presentarsi nel pieno della sua forma, coinvolge l’estro e l’esperienza di Simone Maci, fratello dello Chef, titolare del Punch e bartender di talento che con le armonie di Lillet Blanc, fiori di sambuco e mandarino accompagna con grazia e coerenza un piatto dalla forte personalità e dai perfetti equilibri.

Una cucina che scompone, quella di Maci, talvolta dentro, talvolta fuori dal piatto. Ne è l’esempio più classico la sua celeberrima Come una pizza, una composizione – o una scomposizione, appunto – degli elementi tipici del piatto più famoso d’Italia che lo chef propone con un approccio nuovo e volto ad esaltarne individualità e sapori.

La spinta arriva con il Manzo e Animelle, un piatto più sanguigno e strutturato che abbinando con gusto un carpaccio di filetto di manzo, ostrica in tempura, funghi orientali, animelle glassate e mela disidratata, da forma e sostanza a un piacere reale fatto di contrasti e azzardi perfettamente riusciti. Parentesi molecolare con Pomodoro, un piatto che indica con chiarezza la materia prima di riferimento che viene rielaborata in un finto pacchero realizzato con l’agar-agar e accompagnata da diverse consistenze della stessa materia e dalle note morbide e golose di una crema di stracciata di bufala.

Inaspettatamente, il colpo di fulmine arriva sulla sostanza di un primo piatto che , nella sua semplicità rapisce, conquista e fa auspicare al “bis”: uno Spaghettone Felicetti servito con una crema di peperone verde e crusco, calamaretto spillo e Caviale Calvisius: un piatto semplicemente perfetto e armonico che mostra come per primeggiare non servano sovrastrutture o voli pindarici e come – per dirla alla Marchesi – “la semplicità sia la cosa più difficile da realizzare”.

E siccome l’ispirazione del The Market Place è sì londinese, ma ci trova pur sempre a Como, ecco il lago, ed ecco il Luccioperca, un secondo che Davide Maci presenta con granchio e piselli e che sceglie di accompagnare con un consommé realizzato con baccelli di pisello e menta.

Per la carne, lo Chef Maci cala l’asso con l’Anatra, preparata e laccata secondo la tradizione orientale e servita tra contrasti vegetali dolci-amari e un Kimci home-made, la tipica salsa coreana resa più delicata dall’esperienza di Maci e il suo staff.

Tendenza dunque ad abbinare ai piatti cocktail o brodi di diverse temperature, senza trascurare una cantina di circa 150 etichette tra Italia e non, con un’interessante selezione anche su bottiglie tedesche e austriache – denotando un approccio moderno e curioso alla scelta dei vini.

Il pane, rigorosamente fatto in casa con lievito madre con grani anche ricercati, come la farina di segale, congerma i piaceri della pasticceria che, ancora una vota, richiamano la tendenza a scomporre e ricomporre, come nel caso dei frutti rossi, yogurt e succo di rabarbaro.

Un ambiente giovane e dinamico che proietta una città come Como a un contesto creativo, sociale e internazionale che probabilmente ancora non le appartiene ma che, nella creatura di Davide Maci, trova un valido punto di riferimento da osservare, valutare, imitare.

www.themarketplace.it

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Stefania Buscaglia

263 Post scritti

Foodwriter & Blogger, scrive di eccellenza gastronomica italiana tra web e carta stampata. Collabora con il mensile Orobie curando la rubrica "KilometroZero" ed è autrice delle interviste di "Chef, Templi del Gusto, Ricette Divine" per il magazine di cucina de IlGiornale.it. Vaga per la provincia bergamasca alla ricerca dei migliori ristoranti di zona, per la rubrica "Bergamo in Pentola", sul quotidiano on-line Bergamonews. Racconta e propone le esperienze gourmet più "stilose" per il magazine di style & luxury Daily Mood.

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Commenti

  • Andrea 2 mesi ago

    Complimenti!

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